Rottura insanabile all’interno del cartello neofascista guidato da Alessandra Mussolini.
Nella imminente corsa al comune di Roma si è consumata nei giorni
scorsi una rottura - a quanto sembra insanabile e sicuramente con
ripercussioni a livello nazionale - all’interno della coalizione
neofascista Alternativa Sociale. Infatti, Alessandra Mussolini che
capeggiava il cartello neofascista, ha deciso autonomamente di
appoggiare ufficialmente Gianni Alemanno nella corsa al Campidoglio,
dopo le tante smentite soprattutto verso i propri alleati. Lo sfidante
di Veltroni ha già anticipato che alla nipote del duce verrà riservato
l’Assessorato all’infanzia, alle donne e alle politiche della famiglia.
I fedeli alleati della Mussolini fino alle ultime elezioni, Adriano
Tilgher del Fronte Sociale Nazionale e Roberto Fiore di Forza Nuova,
gridano al tradimento. Anche perché secondo indiscrezioni sembra che
Alemanno abbia chiesto alla Mussolini espressamente di lasciarli fuori
da questo accordo e lei ha accettato senza tentennare minimamente. A
questo punto i leader dell’estrema destra hanno annunciato la
presentazione di una lista comune, Fronte Nazionale e Forza Nuova, alle
prossime amministrative capitoline.
Un certo malcontento all’interno della coalizione si era avvertito già
qualche giorno prima, quando il sito web di Azione Sociale segnalava
che tutte le informazioni del portale di Alternativa Sociale al
Parlamento Europeo (www.aseuropa.it) non sono in alcun modo collegabili
con Azione Sociale, né tanto meno, con l’On. Alessandra Mussolini.
Questo, nonostante proprio grazie al cartello elettorale la nipote del
duce alle scorse europee è riuscita a conquistare lo scranno a
Strasburgo dopo aver racimolato quasi 400 mila voti pari all’1,2% dei
consensi. Infatti, la coalizione era nata solo qualche mese prima della
tornata elettorale, quando all’indomani della fuoriuscita di Alessandra
Mussolini da Alleanza Nazionale, si erano riuniti intorno a lei – in
virtù del cognome che portava come annunciato ai quattro venti – le
varie frange della destra radicale italiana, su tutti Roberto Fiore e
Adriano Tilgher. Inoltre, a varie riprese e in maniera litigiosa al
cartello ha poi partecipato anche il MS-FT di Luca Romagnoli.
Alle successive regionali, nel 2005, dopo lo scandalo delle firme false
nella raccolta delle sottoscrizioni per la presentazione delle liste,
il cartello neofascista ottiene un risultato elettorale deludente
rispetto alle aspettative non riuscendo ad accaparrarsi neanche un
eletto in nessun consiglio regionale. AS, sulla media nazionale, si
aggira intorno all'1%, con punte del 2% in Campania e nel Lazio dove la
Mussolini è candidata in prima persona alla presidenza.
Nonostante gli attacchi contro gli esponenti del centrodestra sono
proseguiti anche dopo la campagna elettorale, in particolare verso Fini
e Storace, allo stesso tempo sono iniziate le trattative con Silvio
Berlusconi per un eventuale accordo in vista delle prossime elezioni
politiche. Ma quando si sta per formalizzare l’accordo, scoppia il caso
delle “candidature impresentabili”. Sotto accusa l’intenzione di AS di
candidare, insieme alla Mussolini, gli altri leader della destra
estrema: Fiore, in passato condannato con l’accusa di associazione
sovversiva e banda armata e rientrato in Italia solo essere stato
latitante a Londra per dieci anni; e Tilgher, condannato a una pena
detentiva in passato per ricostruzione del partito fascista nonché
coinvolto, ma assolto, dalle accuse di responsabilità nelle stragi
dell’Italicus e della stazione di Bologna.
I principali alleati della Mussolini decidono quindi, di fare un passo
indietro e solo la nipote del duce verrà candidata come capolista in
alcune circoscrizioni mentre in altre, come capolista viene candidata
l’avvocato Anna Mazzaglia Miceli, fidanzata di Tilgher. Ovunque le
liste di AS inoltre, si presentano piene di ex esponenti di Alleanza
Nazionale eletti nella scorsa legislature nelle liste di Fini o
candidati “fantasiosi” come il nobile nero Lilio Sforza Ruspoli nella
corsa a palazzo madama dopo essersi candidato con la Lega Nord alle
scorse europee.
Alle elezioni, Alternativa Sociale raccoglie un risultato non proprio
incoraggiante, che non gli garantisce l’attribuzione di nessun seggio:
i voti raccolti sono 255 mila alla Camera (0,7%) e 214 mila al Senato
(0,6%). Un netto passo indietro rispetto alle precedenti tornati
elettorali.
Ma visti gli ultimi retroscena Alessandra Mussolini ha saputo rimediare
all’insuccesso elettorale, voltando le spalle alla modesta coalizione
per ritornare a pieno titolo nel centrodestra in cambio di qualche
poltrona che difficilmente sarebbe riuscito a conquistare alla guida di
Alternativa Sociale.
*Storico, studioso della destra italiana.
Autore di: Trame nere, Fratelli Frilli, Genova, 2005
Dove va la Lega Nord, Zero in Condotta, Milano, 2006